Le persone che voglio accanto…  

Le persone che voglio accanto non sono le migliori. Anzi.

Non sanno tutto di posti alla moda e cannucce di plastica nere. Del modo migliore di pestare menta e lime.
Le persone che voglio accanto non sono in grado di sostenere tutte le conversazioni. Anzi.
Spesso se ne stanno per i cazzi loro proprio perché non sanno cosa dire. O se la dicono esce male. O è la cosa sbagliata.
Però la pensano.
Sono quelli che non sanno comportarsi sui social.
Le persone che non voglio accanto, al contrario, sono quelle che riescono sempre in ogni campo. E te lo sbattono in faccia. E te lo sbattono in faccia anche non facendolo.
Coi silenzi.
Lasciandoti parlare dei tuoi piccoli piccoli successi. Delle tue piccole piccole vittorie.
Le persone che poi se scavi non è che eccellano in tutto quello che dicono di saper fare.
Le persone che non voglio accanto si vantano -ma solo quello- di associazionismo, di cooperativismo, di beneficenza.
Quando fare è invece meglio che parlare. Molto meglio.
Le persone che non voglio accanto sono quelle superficiali. I buchi neri. E quelle che si intrufolano.
Quelle che invece mi piace avere attorno sono quelle coi difetti. Con le paure che ancora non riescono a superare.
Quelle coi tic, e le idiosincrasie.
Quelle che è una vita che ancora e ancora girano intorno allo stesso problema senza mai risolverlo.
Quelle con il tuo stesso problema. Con la tua stessa storia.
O magari pure più brutta della tua.
Ma non per poterle aiutare, perché tu ancora non aiuti te stesso figurati loro. Ma perché li capisci.
Ne partecipi il dolore.
O il problema.
O il fastidio.
È gente insomma che non sta seduta comoda.
E quindi di continuo si muove. Di continuo si guarda intorno.
Cerca.
Prova.
Prova a cambiare ogni giorno tutto. Non un solo giorno invano.
E tutto rimette in discussione.
La gente che voglio accanto è imperfetta, perché io sono imperfetto. Perché dopo qualche anno sono quasi certo che perfetto non esista.
Mi piace la gente coi difetti, dicevo, che nel difetto c’è il genio. La creatività. La forza, quella vera.
Quella che resiste ai drammi ed esce fuori quando nessuno se l’aspettava.
Esce fuori da dove nessuno guardava. Ricordi? Sono difetti..
E risolve.
Ma risolve bene. Non tanto per.
Questa gente qua mi piace avere intorno.
Quelli col cuore squarciato. Perché sanno ricucire.
Hanno la pazienza.
Perché conoscono il rancore e sanno che è veleno.
La gente che voglio accanto magari è sporca. O frequenta posti sporchi.
Magari non è inquadrata. Magari è burbera.
Cammina scalza.
Sta lì fiera a mettere in crisi la tua scala di valori.
La gente che voglio accanto spesso ha le pezze al culo.
Sempre avuto più rispetto per chi ha le pezze al culo. O le ha avute.
Spesso sono persone che fanno vergognare, e spesso sono le migliori. Spesso, molto spesso, lo sono.
Tanto che alla fine tutti tornano e tutti le cercano.
Perché gli altri, quelli che sostanzialmente schifo, poi, spese le loro esistenze a conformarsi ed apparire ed essere accettati ad un certo punto si rendono conto -i più ce la fanno- che la vita sta a passà.
Ed allora tornano.
Quelli che non voglio accanto, quindi, campioni di tutto, di mostre, di aperitivi, di film, di fotografia, di cucina, di lavoro, di viaggi, di socialità, di situazionismo, di musica, di abitazioni, di design, di quel cazzo che vi pare, alla fine della giostra, a musica ferma e senza pubblico, non è che poi valgano un granché.
Poi, posate le mascherine e lontano dalla musica del carnevale, sono altro.
A quel punto meno ricche ed interessanti di chi, negli anni, ha spalato.
Di chi ha fatto i conti con minor doti naturali, o sociali, e si è reso più interessante.
Di chi spreca il minor numero possibile di parole per tracciare solchi.
Di chi conosce il valore della parola coerenza, che de ‘sti tempi..
Di chi conosce il compromesso. Ne conosce il prezzo, e sa che una volta pagato non si torna più indietro.
Le persone che voglio accanto glielo leggi negli occhi stanchi che si son dovute piegare.
Quelle hanno il mio rispetto.
Le persone che voglio accanto sono quelle che probabilmente vorrebbero me.
Anche se io facessi di tutto per non frequentarle.
E posso fare molto in questo senso.
Sbagliando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *