La contraddizione di certi comportamenti…

Allora.

Un paio di personali accadimenti sentimentali e professionali mi han portato ad una serie di riflessioni in ordine sparso sul “to be cool or not to be cool”.

O se preferite sul “saper stare a mondo”.

Quanto il “saper stare al mondo” serve davvero per difendersi?  Si parta dall’idea che si ha di se all’altrui occhio. Quanto di questa immagine ci corrisponde? Quanto di questa immagine la mattina dopo sarà rimasta? Quando ti alzi sorcio e te ne vai. O scompari. O giri l’angolo.

Quanto di quell’immagine sarà rimasta in quella stanza? Quanto nei ricordi dell’altro? Forse qualcosa. Giusto per indorare l’idea. Per poter reggere il ricordo di sé. L’immagine, appunto, di sé. Che alla fine è quella che conta.

E qui si viene al mio.

Non converrà piuttosto cessare maschere o idee proiettate o frasi giuste la momento giusto? Spesso dettate e calibrate da anni di esperienza, di sociale convivenza e non piuttosto da quei rari illuminati momenti che a volte accadono.. in cui l’Universo, la Vita e l’Amorecosmico si stappano una birra e si apparecchiano dentro un paio di sguardi di quelli giusti e si godono lo spettacolo.

Non sarà immagine più bella e coerente e fedele quella che si ha di sé quando si rompono gli schemi e si segue quel sentimento che ovviamente ognuno ha, ma che ognuno tenta con maggiore o minore capacità/esperienza di gestire?

Alla fine, quando la musica si ferma, non sarà la verità di una persona quella che resta? Che poi certo durare di coppie, certi riconoscimenti universali sul lavoro, sono sempre frutto di sincerità estrema prima con se stessi e poi con gli altri.

In questo la grande comodità dello star da soli, per potersi ascoltare ed eventualmente capire. Senza la distrazione dell’altrui pensare, dell’altrui sentire, o di altra epidermide.

Non c’è contatto di mucosa con mucosa cantavano i Marlene Kuntz.

L’assoluta contraddizione di certi comportamenti con quello che si è sostenuto fino a pochi minuti prima è illuminazione. È scelta profonda di non  vivere neanche un singolo istante in un modo che non sia più che magnifico ai propri occhi.

To be cool or not be cool? Quando è che gli occhi altrui hanno cominciato a contare così tanto?

Quando poi la storia insegna che la vita è semplicità. E troppo costruire, gestire tempi, cercare frasi, adottare strategie, alla fine non ha mai pagato. Tutto crolla di fronte ad in singolo evento magari piccolo piccolo.

E allora che ricordo ci si sarà regalati? A sé, e non agli altri.

Per carità… Abbracciare cortecce è sempre bellissimo. E lo è anche abbracciare donne e uomini. Ma solo se il prezzo è giusto. Se quei tre con la birra davanti han deciso qualcosa anche per te.

Che poi non è detto che a quel tavolo tu non possa dire la tua.

Ma questo è altro discorso.

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