Lascia un segno più facile al ricordo…

 

Facciamo due conti.

A Roma 1 giorno al mese i musei comunali sono gratis.

I Vaticani stessa cosa.

Un paio di giorni tutti quelli statali lo sono per le giornate europee della cultura.

Con la possibilità, spesso, in queste giornate di vedere non solo gli allestimenti permanenti ma anche le mostre presenti in quel momento. 2×12=24+2=26 giorni sicuri che la Cultura non costa niente.

Zero.

Senza contare le chiese ed i loro capolavori. Che sempre a Roma sono tantissime.

E aperte ed accoglienti, se ci si approccia con la giusta educazione e rispetto. Che gratis non vuol dire che non meriti cura.

Tutto questo per dire che volendo la possibilità di far passare una mezza giornata al mese ai ragazzi immersi nel Bello ci sarebbe pure. Volendo.

Che magari alla decima volta che passi il tuo tempo in mezzo ai marmi del Bernini e del Canova proprio spontaneo non ti viene di rompere un marmo per strada.

Che daje daje a vedé Caravaggio in giro per la città, poi magari ti sforzi, se proprio devi graffitare, di andare oltre la tag.

O magari provi altro. Provi a disegnare su carta. Finanche su tela.

Si chiama Cultura e non è una parolaccia.

Mi rivolgo a te adolescente del 2017 che ti vergogni in mezzo ai tuoi pari di dire che hai visto una mostra.

Che ti sei emozionato davanti ad una foto.

Che ti sei perso guardando da sotto le scalinate del MAXXI.

Fregatene. Cazzo, fregatene!

E fai di te una persona migliore.

Che se poi sceglie di taggare un travertino sa -ne ha la profonda consapevolezza- che non sta facendo molto più che sfregiare un bene comune.

Pure un po’ suo.

Donando poco più di quel che costa la vernice spray impiegata.

Che di Bansky ce n’è uno.

Ma non è solo questo. Lo stare un poco tutti i mesi nel bello anche se sottolinea la bruttura delle nostre periferie e di certo costruire negli anni passati, mostra che altro è possibile. E fa apprezzare gli sforzi di chi avendo molto poco o nulla a disposizione si è imbarcato in quella missione impossibile che è il riqualificare certi contesti.

E allora non li denigri.

E allora magari li aiuti. Magari partecipi. Che so, pianti due fiori.

E poi è prevenzione.

Ogni bambino dovrebbe provare l’esperienza di disegnare in una grande stanza espositiva davanti ad un capolavoro. Più volte nella sua infanzia.

Ogni bambino poi lo ricorderà. Sicuro.

C’è crisi, certo, ma la volontà non si paga e le occasioni ci sono.

Questo vale anche per il leggere un buon libro, ovvio. Ma l’Arte a volte arriva prima, e lascia un segno più facile al ricordo.

Incuriosisce e può non piacere. Ma non lascia mai indifferenti, e lo stesso non si può dire di una qualsiasi delle app che rubano così tanto giovanil tempo.

O di serie tv che si sviluppano nei mesi, schiave di continui accenni ed aperture e rimandi per giustificare il successivo, settimanale, appuntamento.

Ora dico a te, genitore del ragazzo di cui sopra..

L’Arte paga anche se non si paga.

Anche se ti chiede in cambio un po’ del tuo tempo. Un po’ di pazienza.

Non ci sono scuse.

Sorry.

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