Recensioniconlaciabatta: Eddy Cattaneo – “Mondoviaterra” – ed. Feltrinelli

Un diario di viaggio. Un viaggio intorno al mondo.

Ma senza prendere aerei. Senza bucare il cielo.

Frase fatta: cercando di stare insieme alla gente… Vicino alla gente.

Frase fatta, ma anche vera.

Il libro si srotola in pagine (circa un paio per ogni giorno, ma non di rado il resoconto non è giornaliero) che raccontano l’esperienza del protagonista nel suo percorso da Ovest verso Est, fino al suo ritorno a casa 467 giorni dopo.

La strada percorsa ti fa compagnia nell’angolo in basso a destra del libro, dove ad ogni pagina una mappa del mondo vede il progredire di una linea che la traversa.

In questo libro c’è il racconto di un’esperienza, che si capisce da subito, è grande da non poterci star dentro tutta.

Ci sono le persone incontrate. Ed i compagni di viaggio.

Ed i luoghi.

C’è il tentativo di trovare dei minimi comuni denominatori, di fare confronti, cercando delle unità di misura comuni per ogni paese. Così nascono in coda ad ogni paese attraversato Mondoviaspesa e Mondoviacibo, indicatori del costo di beni comuni ( un pranzo, un’ora di internet, l’acqua) e di usanze.

C’è la curiosità soddisfatta minuziosamente di certi luoghi lontanissimi anche se poi tutto sommato vicini come i paesi dell’Est europeo.

C’è la complessità dei paesi del Sud-Est asiatico.

Ci sono i doganieri e le loro regole.

Ci sono tutte le difficoltà di non voler prendere un aereo, e scoprire che non è poi così scontato passare dal continente asiatico a quello americano su di un cargo mercantile.

C’è l’amore e la folgorazione che traspare dal resoconto dei paesi dell’America latina.

Il Cile, l’Argentina, l’Uruguay.

Il Brasile e l’Amazzonia.

Il Perù.

Poi, in misura minore, l’Africa e le sue regioni Nord-occidentali. Fino al ritorno a casa.

Che dire? È un libro che personalmente ho divorato. Da una parte curioso di conoscere il paese successivo e dall’altra di come questo avrebbe colpito il viaggiatore.

È un libro che non mi ha mai stancato. La narrazione è a volte minuziosa, a volte introspettiva, ma sempre con un filo di ironia.

È da leggere, se prende, tutto d’un fiato, perché certi meccanismi del viaggio senza aerei rischiano di sfuggire se abbandonato sul comodino per alternarlo ad altra lettura.

Libro molto bello, con la sola avvertenza che farà venire una gran voglia di zaino ed orizzonti a perdita d’occhio.

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