In estrema sintesi, sporcati, non sembrare sporco…

 

La verità è che sotto sotto lo “sfattone” piace.

Piace per la sua libertà e per il suo modo di vivere fuori dai comuni registri. Dalle comuni regole. Fuori dalle comuni volontarie prigionie.

La verità è che nel momento in cui alzi il colletto della tua polo di marca… Quando ti metti una sciarpetta di cotone, manco fosse Livingstone che esplora l’Africa… Quando spendi pacchi e pacchi di soldi per orologi che vanno a -30 metri (e tu al massimo fai la doccia dopo calcetto) o a +8000 (che se fai le scale di casa al terzo piano te gira la testa)… Quando acquisti suv per parcheggiarli poi non sotto le cime di Lavaredo, ma a via Cola di Rienzo nel posto disabili… Quando fai tutto questo stai cercando, assolutamente e disperatamente, di far entrare un poco di “sfattone”  nella tua regolarissima vita.

Non lo ammetterai mai perché quando vedi un barbone per strada cambi marciapiedi, ma il mito della vita all’aria aperta che ti han venduto appena pochi attimi prima dell’ultimo modello di giacca outdoor a te piace.

A te piace l’idea di poter tornare a casa sporco di fango dopo un trekking d’alta quota. Vesti surf-style perché un poco vorresti addormentarti in spiaggia dopo una giornata tra le onde e una serata davanti ad un falò (Point break style). Senza carte di credito.

Ma allora, cazzo, fallo!

Non pretendere di viaggiare una settimana in giro per l’Europa con venti euro da domani, ma comincia a cambiare qualcosa.

Come prima cosa decidi che hai davvero bisogno di meno cose.

Secondo, cerca di capire chi sei tu al di la di tutte le cose che ti sei messo sopra.

Poi vai nei boschi. O sul mare all’alba. Ed ascolta la natura. Quello che ha da dirti, che ad ognuno dice una cosa diversa.

Esci dagli schemi. Svegliati presto che al mattino presto l’umanità dorme ancora (a parte pochi rari casi) e fai qualcosa di diverso. Fosse anche solo camminare scalzo sull’erba del giardino sotto casa. Siringhe permettendo.

Scegli un esempio per cominciare. Non devi emulare, questo no, ma trarre ispirazione per quel che stai facendo. Che in fondo è anche questo far entrare un poco di selvaggio nella tua vita urbanizzata. Fatta di barbe hipster e mani curate. Nulla contro le mani curate, ma la bellezza di certe rughe, di certi segni del mare sul viso di pescatori, son cose che dall’estetista non trovi.

Non trascurarti ma allo stesso tempo non fare solo quello.

Fango. Il fango fa bene. Fa bene alla pelle. Cercalo e sporcatici. Cross training, raccolta dei funghi, studio delle sequoie, ikegami… Fai tu, ma stai un po nei boschi.

Compra pure giacche outdoor ma poi vacci, outdoor. Non ha senso comprarsi le scarpe della marca che sponsorizza ragazzi che rischiano tutti i giorni fratture sullo skate e tu al massimo affitti il risciò a Villa Borghese. Ha senso se ti piacciono, ma sii sincero, a te piaceva quell’immagine dell’ollie giù dalle scale.

Quando poi quei ragazzi magari abitano a 20 km da te, in periferie disagiate, con storie disagiate, che tu schifi come la lebbra. Pure al cinema.

E siamo arrivati al punto: ti piace godere del frutto di certa vita ai limiti senza sporcarti la tua. Come filtro usi la tua carta di credito. Ti piace cogliere i frutti di certe vite difficili che opportunamente mediate e ripulite da paraculissime aziende, diventano romanticamente decadenti e anticonformiste.

Lo capisco, ma puoi cambiare. Se vuoi.

E dopo, quando avrai appreso che esistono persone che fanno una vita da poster senza che nessuno lo sappia. Quando sentirai sulla tua pelle che il freddo non è nemico, che l’alba non è solo poco sonno ed il mare merita rispetto. Solo dopo capirai che certo sembrare è quanto di più ridicolo possa esistere.

E capirai certi sorrisi nascosti nei negozi di attrezzature tecniche.

In estrema sintesi, sporcati, non sembrare sporco. E rispetta chi si è sporcato prima e magari manco voleva.

E rispetta chi magari si sta sporcando ora e magari manco vuole.

Ritorna a te e capirai il tuo simile. Poi magari, un giorno, vi troverete in acqua insieme.

Chissà…

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